mercoledì 8 luglio 2009

Caritas in Veritate

Ho spesso denunciato i mali e le incongruenze della Chiesa Cattolica, mi sono battuto e mi batterò ancora a lungo per rivendicare un Paese più laico e indipendente dal Vaticano, ma sento, da cristiano e cittadino oggettivo, di riportare quei segnali positivi che provengono sempre più dal mondo ecclesiastico.

Facendo anche io parte di un universo cosi grande e articolato come quello della Chiesa, vedo molte spinte per il rinnovamento morale e sociale di questa istituzione, soprattutto nel rapporto con la politica e la società.

Non è mistero che generalmente le gerarchie ecclesiastiche si siano più volte compromesse con governi di centro-destra per ottenere benefici economici o per influire su temi etici(vedi Pacs, Dico, Eutanasia per citarne alcuni) a loro cari.

Ma è importante sottolineare come diverse anime del mondo cattolico sempre più prendano le distanze dal modello sociale-politico che questo governo esprime ,vedi le derive xenofebe del pacchetto sicurezza pesantemente attaccato da Famiglia Cristiana, o la bellissima lettera di Don Farinella al cardinal Bagnasco (controfirmata da numerosi parroci) ,o, per citare esempi più vicini a noi, la netta presa di posizione dei preti vicentino contro il nuovo insediamento USA al Dal Molin.

Da ultimo vorrei citare la poco conosciuta enciclica del Papa "Caritas in Veritate", dove il Papa parla di diritto sociale, rispetto per i diritti dei lavoratori, redistribuzione delle risorse, ecologia responsabile, parlando di "anima del mercato" prorpio prima del summit dei Grandi dell'economia.

Speriamo che qualcosa si stia muovendo (come nel PD..), anche nelle coscienze delle persone, di fronte alla scarsa moralità di chi ci governa.

sabato 13 giugno 2009

La fine dell’informazione, la fine della giustizia

318 si contro 224 no: passa infine alla Camera il ddl sulle intercettazioni, dettato dai soliti criteri di egoismo e superficialità che caratterizzano l’azione legislativa del governo Berlusconi; Non si perde mai occasione per fare di tutta un’erba un fascio: il decreto che ora passerà facilmente anche al Senato nasce dall’esigenza (condivisibile o meno) di certi personaggi pubblici, come il Premier, di evitare la diffusione di scandali e fatti privati sulle principali testate giornalistiche, ma forse ancor più dalla preoccupazione che eventuali reati commessi da personaggi pubblici vengano conosciuti e difficilmente poi insabbiati.
Le intercettazioni vengono fortemente limitate nella loro funzionalità ai pm e non importa quanto si siano dimostrate utili nel prevenire reati gravi con pene superiori ai 5 anni, come ad esempio delitti contro la Pubblica amministrazione, o per droga, contrabbando, spaccio di armi ed esplosivi, minacce, usura, molestie anche telefoniche, diffusione di materiale pedopornografico, mafie varie. I magistrati dovranno infatti dimostrare la sussistenza di «evidenti indizi di colpevolezza» per poter procedere (e non potranno procedere contro ignoti), mentre è previsto il carcere per chi, fra i media, osi violare il divieto di pubblicazione o si spinga oltre il parziale riassunto dell’indagine di cui è “permessa” la divulgazione. In poche parole: bavaglio alla stampa e impossibilità e rallentamenti per le autorità giudiziarie di mettere un telefono sotto controllo, E’ perseguito chi fa il mestiere di giornalista più di quello che delinque. È questa quindi la “sicurezza” sbandierata in campagna elettorale che il centro-destra ha cavalcato per vincere le elezioni?
Da segnalare, purtroppo, che il voto segreto richiesto dal PD ha evidenziato 20 deputati di opposizione che hanno votato il ddl, nonostante le forti proteste in Aula. Il dubbio è che qualche parlamentare si sia staccato dalla linea di ferma contrarietà al decreto espressa ufficialmente dal PD, di cui possiamo andare fieri.Il Presidente della Repubblica Napolitano ha annunciato che esaminerà il testo. Vedremo.

venerdì 12 giugno 2009

Nessuno mi può giudicare (from GDV 5)

La più grande fortuna del tre volte Presidente del Consiglio Berlusconi è possedere, tra le tante cose, il dono dell’ubiquità. Lo si può vedere ovunque, ogni giorno: nei manifesti elettorali dei suoi partiti, nei salotti delle sue televisioni, a commentare le partite del suo Milan, a passeggio con le sue veline, negli assegni delle sue banche, osannato dai suoi giornali e dalle sue radio.
Siamo abituati anche alle sue giocose apparizioni ai più importanti summit europei e mondiali.
Ma esistono dei luoghi da cui il Cavaliere si tiene paradossalmente alla larga. Sono il Parlamento e le Aule del Tribunale. Gli eterni, insistenti e fastidiosi ostacoli al sogno del Premier di realizzare in Italia una repubblica presidenziale. O meglio, farne ancora di più una sua azienda. Il potere legislativo di Camera e Senato, organi composti dai rappresentanti di tutti i cittadini italiani, è prevaricato continuamente attraverso l’abuso di decreti legge, previsti dalla Costituzione in casi straordinari di necessità. “il Parlamento è inutile e controproducente” dichiara Berlusconi all’assemblea di Confidustria. Ma come? Il confronto, il dialogo e le critiche reciproche fra una maggioranza ed una opposizione del Paese sono il sale della democrazia: anche la più piccola voce ha ragione di essere ascoltata. Ed è democrazia anche essere soggetti alla legge. Da quando è “sceso in campo” il premier combatte contro leggi e inchieste che potrebbero far luce su aspetti cupi e poco chiari circa i conti che l’hanno fatto diventare uno degli uomini più potenti del mondo. Dopo aver vinto per la terza volta le elezioni, è riuscito finalmente a trasformare in legge il Lodo Alfano, che lo rende, come disse davanti ai magistrati, ”un po’ più uguale degli altri”, ovvero non perseguibile dalla giustizia italiana. E quindi quest’uomo, che ha il compito di fare approvare le leggi per i nostro Paese, non ha il dovere di rispettarle. In febbraio, dopo la scoperta di evidenti prove scritte, frodi fiscali e confessioni, David Mills, uno dei tanti avvocati di Berlusconi dalla coscienza sporca, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Il Presidente ha pagato 600.000 dollari perché venisse testimoniato il falso. Ovviamente all’origine del processo era imputato anche il mandante, Silvio Berlusconi, ora al di sopra della legge. Ma questo è solo un episodio di una lunga serie di intrighi giudiziari. Ora, la questione è: vogliamo continuare, noi ragazzi delusi e che rinunciano al voto, a dare spazio a un presidente che si rifiuta di comportarsi da cittadino italiano e agisce proprio in nome del consenso? Un uomo che attraverso le televisioni fa sembrare delle sentenze definitive delle cattiverie dei giudici? Io a questa Italia non credo. Io voto
la foto non centra,solo mi piace

lunedì 25 maggio 2009

Il treno della sinistra

Ha ancora senso la denominazione "di sinistra"?


Una definizione strumentalizzata, diventata un'offesa rivolta a chiunque osi pensarla diversamente da lei, Presidente del Consiglio Berlusconi. "Le sinistre hanno i giudici, la stampa, le scuole", e cosi dicendo.. No, Presidente. La finisca con questo volgare qualunquismo e becero populismo. Il suo scarso rispetto verso le istituzioni e le rappresentazioni democratiche sono ormai note, ma la smetta con questo sciacallagio politico. Le sinistre? Ora che le grandi ideologie di massa del Novecento sono crollate, superate ed evolute, ora che dal parlamento sono scomparsi tutti i partiti che marcatamente si rifacevano a socialismo o comunismo?


La nascita del Partito Democratico fu una necessità nata dal bisogno di uscire dall'ottica degli "Ex" o dei "Post" , per creare un partito nuovo che riunisca chi crede nel progressismo e nel riformismo.


Un partito che, veramente, parli a tutti gli italiani. E io sono convinto di questa scelta.


Questo però non mi impedisce di difendere, Presidente, il ruolo che i partiti di sinistra (una gran parte evoluti nel Pd) hanno avuto nella storia di questo Paese. Forze che hanno combattuto, fin dalla nascita della Repubblica, per la democrazia e per i diritti degli italiani. Forze che per decenni hanno difeso e rappresentato i lavoratori e che hanno combattutto per i diritti degli studenti, delle donne, delle minoranze. Forze che non hanno mai messo in discussione l'autorità legislativa del Parlamento. Forze che hanno fatto parte dell'Assemblea Costituente.


Non si permetta di riscrivere anche questa storia.



Vorrei condividere questo brano di Erri de Luca, molto profondo, che ci parla del treno inteso come "rifugio della sinistra" ,un ritratto della sinistra dell'ultimo mezzo secolo, frammentario e soggettivo ma , proprio per questo, molto interessante.


giovedì 12 febbraio 2009

Tanti auguri, Kyōto [da GDV numero 4]

Il protocollo di Kyoto festeggia il suo quarto compleanno. E non è un anniversario qualsiasi. Dal 16 febbraio 2005 più di 160 paesi sono formalmente impegnati a limitare i danni irreversibili che l’uomo sta procurando al suo stesso pianeta. Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (Co2 e altri gas serra), che stanno inesorabilmente surriscaldando la Terra. In Italia, purtroppo, questa problema resta colpevolmente al di fuori dei comizi elettorali di politici di destra come di sinistra, preferito a demagogici allarmi-sicurezza o a illusori tagli alle tasse. Secondo Performance Index (lo studio internazionale che valuta la qualità degli interventi per la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati),il nostro paese è collocato al 44° posto sui 57 paesi a maggiori emissioni di CO2:siamo il paese europeo dove i gas serra sono cresciuti del 9,9%, nonostante il trattato internazione imponga un taglio del 6,5%. Ma, evidentemente, la questione climatica non è un problema nell’agenda dell’attuale governo italiano. Solo in questo modo si può spiegare la recente “crociata” di Silvio Berlusconi contro il Pacchetto Energia e Clima discusso con grande partecipazione allo scorso Consiglio Europeo. Il nostro Presidente, portavoce delle alte preoccupazioni italiane sul denaro da spendere per modernizzare le industrie, si è scagliato contro degli obiettivi, definiti dalla Commissione europea nel marzo 2007, che prevedevano di ridurre entro il 2020 le emissioni di gas a effetto serra del 20% e contemporaneamente aumentare della stessa percentuale l’efficienza energetica e la quota di energia rinnovabile. Lo stesso Nicolas Sarkozy (centro-destra), presidente francese di turno nell’Unione, ha dichiarato come sia”irresponsabile e drammatico”opporsi al progetto. Infine, come spesso succede in Europa,si è arrivati a un ennesimo compromesso con i paesi che nelle ultime settimane avevano sollevato forti opposizioni, tra questi anche l'Italia alleatasi con i paesi più industrialmente arretrati dell’ex blocco sovietico e arrivata a minacciare persino di far saltare l'intero tavolo di trattativa. Ma abbiamo motivi per essere ottimisti. L’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti ci fa almeno sperare in una linea politica diversa, al contrario di Bush, il futuro inquilino della Casa Bianca intende infatti porre il clima in cima alla sua agenda politica: mettere fine entro 10 anni alla dipendenza dal petrolio, 10% di rinnovabili entro 4 anni, ridurre in 10 anni del 15% i consumi di elettricità. Per questo è auspicabile che il successo di Obama rafforzi inevitabilmente la determinazione europea ad andare avanti, rendendo ancora più debole e isolato il tentativo italiano di bloccare tutto. E noi ragazzi e studenti,cosa possiamo fare?Di certo non possiamo discutere al Consiglio Europeo o influenzare la politica dei Grandi del mondo,ma nel nostro piccolo possiamo contribuire,ogni giorno, a migliorare e rispettare i nostri spazi,il nostro pianeta. Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2, lancia per la giornata di oggi l’iniziativa”M'illumino di meno” ,una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Ci viene chiesto di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.00 alle 19.30.Proviamoci. Buon risparmio a tutti.

giovedì 2 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei




Ho trovato su Internazionale questo discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950 e, per la sua attualità, mi ha messo i brividi addosso.


“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
(Pubblicato nella rivista Scuola Democratica, 20 marzo 1950).

sabato 20 settembre 2008

Roma caput mundi- paura

Roma del neo-sindaco Alemanno è tapezzata da qualche giorno di manifesti "Cuore nero".

L'iniziativa contro le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che di fronte ai giovani di An aveva spiegato le ragioni dell'antifascismo.


"Penso che sarà contento di vedere quei Manifesti- afferma ironico il coordinatore di Forza Nuova- perchè quella canzone è stata scritta da marcello de angelis, attualmente senatore della repubblica eletto tra le fila di an: a me mi hanno messo in croce perchè l'ho cantata, ma non capisco perchè se la canto io sono un criminale e se la canta un senatore è un eroe".

Io un pò ho paura

Slideshow

Loading...